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Rider e assenza sul lavoro, Poggi “Garantire i diritti fondamentali a tutti i lavoratori”

Una nota del responsabile Economia e Lavoro nella Segreteria provinciale Pd Alessandro Poggi pone l'attenzione sui diritti fondamentali dei lavoratori definiti Rider

“Vi sono diritti da cui non si può prescindere nell’inquadramento dei cosiddetti rider che, nei fatti, non possono essere definiti lavoratori autonomi visto che dipendono per modalità e orari di lavoro dalla piattaforma per cui operano”: è questo il commento del responsabile Economia e Lavoro nella Segreteria provinciale del Pd modenese Alessandro Poggi sulla sentenza che ha ritenuto discriminatorio l’algoritmo utilizzato dalla piattaforma Deliveroo.

Ciò a cui si fa maggiore riferimento è l’assenza di un rider dal lavoro per vari motivi che a lungo andare discriminano il lavoratore  

“Con una sentenza del 31 dicembre 2020 la sezione Lavoro del Tribunale di Bologna ha ritenuto discriminatorio l'algoritmo utilizzato dalla piattaforma Deliveroo in quanto esso punisce chi si assenta dal lavoro senza tenere conto delle motivazioni per le quali ci si assenta (per esempio per ferie o per malattia), accogliendo un ricorso presentato da Cgil. L'algoritmo 'Frank' di Deliveroo prevede penalizzazioni per chi colleziona diverse 'assenze', che a lungo andare comportano di dover rinunciare, in buona sostanza, all'assegnazione dei migliori orari e delle migliori zone da coprire. Da un punto di vista politico, come più volte abbiamo sottolineato, riteniamo che vi siano diritti, come quello alla salute, alla sicurezza, allo sciopero, alla disconnessione, all'indennità per il lavoro festivo e alla sospensione dell'attività in condizioni meteorologiche estreme, da cui non si può prescindere nell'inquadramento di lavoratori che, nei fatti, non possono essere definiti lavoratori autonomi, perché dipendono dalle modalità e dagli orari di lavoro della piattaforma per cui operano. Nel documento che come Pd provinciale abbiamo presentato e consegnato agli Enti locali figura anche la proposta di elaborare 'carte dei diritti fondamentali dei rider' su base locale in cui i diritti sopra elencati (e non solo) siano riconosciuti, indipendentemente dalla qualificazione giuridica del rapporto di lavoro e che siano sottoscritte poi dalle piattaforme operanti sul territorio e dai sindacati.

Resta ferma anche la richiesta fatta al Governo di spendersi per facilitare la sottoscrizione di un nuovo contratto collettivo nazionale dei rider, che superi l'accordo da poco stipulato tra Assodelivery e Ugl senza le firme dei sindacati confederali, e che contenga per davvero i diritti sopra elencati di cui i rider avrebbero bisogno”.

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