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Sentinelle in Piedi, il silenzio di Muzzarelli che non piace alla sinistra

Per Me Modena guida il coro di protesta della sinistra e dell'Arcigay, scagliandosi contro il "silenzio assordante del sindaco" sulla manifestazione anti unioni civili. Ma Muzzarelli non scende nell'agone e parla con le scelte amministrative

Modena e le Sentinelle in Piedi: “Ma Sindaco e Giunta dove sono? Nessuna presa di posizione in merito da chi amministra la città?” A chiederlo è Per me Modena per voce di Adriana Querzè e dei consiglieri comunali Memi Campana e Marco Chincarini, all'indomani della manifestazione contro le unioni civili tenutasi in piazza Mazzini domenica scorsa e che ha visto la partecipazione silenziosa di circa 300 persone.

La contestazione era stata portata avanti in modo “materiale” da alcuni esponenti dei centri sociali e dell'Arcigay, ma senza la presenza ufficiale di partiti e associazioni, che si erano limitate ad una condanna sui media locali. Condanna che vede protagonista tutta l'area politica alla sinistra del Partito Democratico (da Sel a Rifondazione), che ha preso di mira il “silenzio” del sindaco Muzzarelli, da sempre cauto su questa vicenda.

“Perché l'Amministrazione Comunale, con la sua responsabilità istituzionale, non stigmatizza i tratti fascisti ed omofobi del movimento delle Sentinelle in Piedi?”, fanno notare gli esponenti di Per Me Modena. Lo scorso anno la formazione politica della Querzè presentò una interrogazione in Consiglio Comunale in cui si chiedeva una presa di posizione ufficiale contro il movimento. La risposta del sindaco fu però deludente per gli interroganti: "Modena è una città dove il rispetto delle opinioni è la base della democrazia"

“Allora Muzzarelli confuse il diritto di alcuni di manifestare con il dovere di altri di esprimere le proprie valutazioni politiche e i propri orientamenti istituzionali perché la democrazia non è solo il rispetto delle opinioni altrui – sottolinea Per Me Modena - E' anche il dovere di esplicitare le proprie opinioni per dar voce, in questo caso, non ai 100 omofobi che periodicamente riempiono qualche piazza del cuore cittadino, ma ai tanti modenesi che sentono questo genere di manifestazioni come un affronto a Modena, città laica, aperta, medaglia d'oro della Resistenza”.

Non sono mancati anche i malumori interni allo stesso partito di maggioranza, attraversato da spiriti più assimilabili alle posizioni della sinistra, ma anche da sensibilità cattoliche che hanno ripetutamente invocato la libertà di manifestazione del proprio pensiero, pur non condividendo i messaggi delle Sentinelle. Non è un caso, dunque, che il sindaco Muzzarelli abbia scelto di mantenere una salda posizione di non belligeranza. Il tutto a fronte di azioni politiche ben chiare che, con l'istituzione del registro delle unioni civili in città, vanno pienamente nella direzione della progressiva concessioni di diritti che anche Roma si presta a varare.

Anche oggi, Muzzarelli ha replicato alle critiche esponendo quanto fatto finora  e definendo la polemica strumentale e inconsistente. "Se invece chi ci critica pensa che le istituzioni dovrebbero ostacolare la libertà di pensiero, espressione e manifestazione di chi la pensa anche in modo molto diverso da chi governa o da una parte della sinistra, ha sbagliato indirizzo. Libertà e democrazia non si tagliano a fette", ha tagliato corto in sindaco.

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