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Le curiosità che non sapevi sulla storia del Lambrusco

 

Il territorio modenese è famoso in tutto il mondo per il suo Lambrusco, anzi per i suoi quattro Lambruschi, che si aggiungono a quello reggiano, quello parmense e quello mantovano. E seppur sia il vino più apprezzato dagli emiliani forse non tutti conoscono queste curiosità. 

#1 IL NOME RACCONTA DELLA CASUALITA' DELLA SUA NASCITA. E' stata sempre controversa l'etimologia della parola "Lambrusco". L'incertezza nasce dalle possibili varianti, c'è infatti chi parla di labo (prendo) e ruscus (che punge il palato), che racconta appunto dell'essere "brusco", tipico dei vini giovani. Anche se la più accreditata analizza il nome come labrum (margine dei campi) e ruscum (pianta spontanea), ed è da questa interpretazione che potremmo ipotizzare l'origine del vino più noto nel modenese. Si trattava, forse, delle piante meno importanti dei vigneti e la sua scoperta fu tanto casuale, quanto sorprendente.

#2 E' UNO DEI VINI PIU' CITATI DAGLI AUTORI LATINI. I romani avranno anche conquistato il mondo conosciuto, ma il Lambrusco ha conquistato i palati dei più noti autori latini. Infatti a parlare di "vite labrusca" sono Virgilio, che conosceva bene il vino emiliano dato che era nato a Mantova, ma anche Catone, Varrone e Plinio il Vecchio che descrive le foglie del Lambrusco: "diventano di colore sanguigno prima di cadere".

#3 CONOSCIUTO DA DUEMILA ANNI, MA MAI COLTIVATO PRIMA DEL '300. Sembra un paradosso, ma è vero. Come detto in precedenza, il Lambrusco era noto ai più importanti scrittori e pensatori dell'Impero Romano, eppure nessuno di loro parlò mai di coltivazioni ad hoc del vino. Infatti il primo a descrivere una coltivazione di Lambrusco in maniera tecnica fu Pietro De' Crescenzi, peccato che visse nel XIV secolo. Questo paradosso confermerebbe l'origine casuale del Lambrusco e il suo legame con i semi di vite silvestre (selvatica).

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