Vessazioni in Coop, accuse e smentite. Cgil: "Lavoratori hanno firmato foglio in bianco"

Il sindacato critica la raccolta firme avviata all'interno delll'Iperccop di Formigine per smentire episodi di "caporalato" denunciati anche in assemblea: "Alcuni firmatari di quelle raccolte firme, in assemblea davanti a decine di testimoni, hanno ammesso che il problema esiste"

La Filcams Cgil di Modena interviene oggi a seguito della raccolta firme nata all'Ipercoop di Formigine (e in altri punti vendita), con la quale una cinquantina di lavoratori avevano lanciato un messaggio che in parte smentiva le accuse di episodi vessatori ai danni dei lavoratori sollevate dal sindacato nelle settimane precedenti.

“Abbiamo ricevuto segnalazioni sul fatto che queste raccolte firme siano state sponsorizzate  da alcuni preposti durante l’orario di lavoro” dichiara Alessandro Santini della Filcams-Cgil di Modena, “ in cui si dichiara che non esistono episodi di maltrattamenti del personale e vessazioni e che in alcuni casi si sarebbe arrivati anche a chiedere di sottoscrivere un foglio in bianco, senza che i lavoratori potessero realmente visionare il testo da sottoscrivere. E’ evidente che gli addetti Coop, spesso donne, madri di famiglia, con situazioni di lavoro particolari, vedendosi arrivare la richiesta da parte di preposti dai quali potrà dipendere l’assegnazione o meno di ore di straordinario o di turni di lavoro che permettano la conciliazione con la propria vita familiare, si trovino esposte ad una forte pressione psicologica, tale da portare qualcuna a sottoscrivere  anche un foglio in bianco. Tutto questo ci sembra però rafforzare quanto denunciato dalla Filcams CGIL nei giorni scorsi”.

Laura Petrillo, segretario generale Filcams e per anni impegnata nei rapporti sindacali con Coop, trova curioso che siano proprio delle raccolte firme portate avanti da preposti e svoltesi in orario di lavoro “così come riportato da molti nostri iscritti” ad assumere un livello di veridicità cristallina. “Perché non porsi in modo contrario in assemblea?” chiede Petrillo, “Cos’è questa? Una nuova idea di democrazia?”

Il sindacato critica dunque questa iniziativa, come ribadisce anche la coordinatrice RSU di Coop Alleanza 3.0 Giorgia Volpi. “Per noi decidono i lavoratori. Se questi firmatari fossero venuti in assemblea a convincerci che la nostra idea era sbagliata, che avevamo preso un abbaglio, lo avremmo accettato. Non è successo tranne che in un paio di interventi, sui tanti ascoltati. Anzi, alcuni  firmatari di quelle raccolte firme, in assemblea davanti a decine di testimoni, hanno ammesso che il problema esiste. Poi hanno cercato di nasconderlo dietro ad un vestito nuovo, addossando colpe al sindacato che non ha fatto altro che esercitare  il proprio ruolo:  dopo aver segnalato in più occasioni, nelle sedi e nei luoghi deputati, insieme ai delegati sindacali, alcune situazioni che necessitavano un intervento da parte della cooperativa che non è mai arrivato, la Filcams si è vista costretta, suo malgrado, ad attivare degli strumenti diversi, con l’obbiettivo di tutelare e difendere i lavoratori”.

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“Queste modalità di raccolte firme a posteriori, quando non addirittura la minaccia da parte di quadri e direttivi, di sospensione massive dei pagamenti delle tessere sindacali, finalizzata a far assumere alla Filcams Cgil, posizioni più accomodanti nei confronti di Coop, non sono nuove in cooperativa” continua Volpi. “Anche con il rinnovo dell’ultimo contratto integrativo nel 2014 dell’allora Coop Estense si è assistito a episodi similari, come al fatto di trovarsi davanti a certi comportamenti poco coerenti di alcuni lavoratori che assistono alle assemblee e poi  cambiano la propria posizione dopo il rientro sui luoghi di lavoro. Il luogo per le decisioni è, e rimane, l’assemblea pubblica  dei lavoratori, così come per Coop lo è quella dei soci”, concludono dalla Filcam. Ricordiamo che i lavoratori in assemblea hanno votato a larghissima maggioranza l’apertura dello stato di agitazione.

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