Donazione agli ospedali modenesi, il ringraziamento alla comunità etiope

L’assessore Debora Ferrari in video-conferenza col presidente dell’associazione Avemo, che ha donato 1.500 euro all’Aou. A Modena 200 cittadini del Paese africano

"Un esempio di comunità solidale, alla quale siamo grati per la vicinanza al Comune e agli operatori sanitari”. Così l’assessore alla Cooperazione internazionale del Comune di Modena Debora Ferrari ha voluto ringraziare, assieme al collega di giunta Andrea Bosi e parlando anche a nome del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, l’Associazione di volontariato degli etiopi di Modena (Avemo) per la donazione di 1.500 euro all’Azienda ospedaliero – universitaria cittadina. Un contributo concreto da parte della comunità del Paese africano, raccolto tra i membri dell’associazione, per sostenere le istituzioni nella fase dell’emergenza Coronavirus.

L’assessore Ferrari ha conversato in video-conferenza col presidente di Avemo, Zewidu Demisew Zeleke, che ha ringraziato per conto della comunità etiope per l’accoglienza ricevuta negli anni da parte della città e ha apprezzato la gestione dell’attuale situazione di emergenza. “In giorni come questi siamo tutti coinvolti allo stesso modo – spiega l’assessore – in una situazione di necessità. In futuro mi auguro poter proseguire il dialogo con Avemo al Tavolo comunale di cooperazione internazionale”.

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L’associazione è stata costituita meno di un anno fa, il 7 maggio 2019, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita, della tutela della salute e dello sviluppo sociale e culturale di persone in difficoltà. A Modena Avemo opera raccogliendo fondi, sensibilizzando l’opinione pubblica sui Paesi in via di sviluppo e collaborando a progetti di sostegno a famiglie che ne abbiano bisogno, giovani che non riescono a studiare per la mancanza dei beni di prima necessità e anziani soli. In città la comunità etiope conta quasi 200 persone, con la presenza di nuclei familiari radicati da anni, e la seconda generazione supera numericamente la prima. “Ci troviamo bene – osserva il presidente – e cerchiamo di rendere l’Etiopia partecipe della vita sociale del territorio”.

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