Giovanardi si difende: "C'è in gioco la libertà del Parlamento"

Il senatore: "Mi ritrovo adesso rinviato a giudizio, senza il vaglio dell'Udienza davanti al Gup, senza attendere la decisione del Senato e con l'intenzione di utilizzare le intercettazioni carpite fraudolentemente"

Dopo la notizia del rinvio a giudizio di Carlo Giovanadi per la vicenda delle pressioni effettuate sulla Prefettura per riammettere la ditta Bianchini della white list antimafia, non si è fatta attendere la replica del senatore, che già in questi anni aveva ampiamente documentato i vari passaggi di questa lunga vicenda.

E' lo stesso Giovanardi a riepilogare quanto fin qui accaduto: "Come è noto nel maggio del 2017 ho ricevuto un avviso di garanzia con l'accusa di aver minacciato due Ufficiali dei Carabinieri in divisa gesticolando e parlando forte in un pubblico esercizio, minacciato un Corpo politico amministrativo (la Prefettura di Modena) e violato segreti della stessa relativamente alle istruttorie amministrative relative ad interdittive antimafia che colpivano imprenditori del territorio. Il Gip si rivolse alla Corte Costituzionale sostenendo che poteva utilizzare liberamente le intercettazioni captate sul mio telefonino ma la Corte gli ha dato torto sentenziando che le intercettazioni che si ritengono indispensabili vanno richieste alla Camera di appartenenza, in caso contrario distrutte, non tanto per tutelare Giovanardi ma il ruolo del Parlamento. La Giunta del Senato ha discusso il caso che è stato trasmesso all'Aula per la decisione definitiva".

Prosegue: "Nel frattempo sono stato convocato dai PM del Tribunale di Modena, a cui e' stata trasferita l' inchiesta dopo che e' stata tolta l'aggravante mafiosa. Ai Magistrati ho fatto presente che il Senato deve ancora decidere ma che sono tenuti ad inviare anche la richiesta di utilizzazione di intercettazioni carpite da privati ed infine ho consegnato loro il promemoria, a suo tempo presentato in Giunta, dove ricordo le decine di interpellanze, interventi in Aula, interventi in Commissione Giustizia e in Commissione Antimafia sul tema interdittive, molte delle quali riguardavano proprio imprese del mio territorio di elezione".

Pressioni per ammettere la Bianchini nella white list, Giovanardi va a processo

Poi l'affondo: "Mi ritrovo adesso rinviato a giudizio, senza il vaglio dell'Udienza davanti al Gup, senza attendere la decisione del Senato e con l'intenzione di utilizzare le intercettazioni carpite fraudolentemente. In realtà, visto che nessuno mi contesta aver ricavato utilità economiche o di altro genere dalla mia attività ,né di aver mai avuto frequentazioni con i 13 mila cutresi residenti tra Reggio Emilia e Modena, sotto attacco c'è la mia attività di contestazione, in Parlamento e sul territorio (come prevede la legge), di interdittive macroscopicamente infondate, in tantissimi casi poi corrette con una tardiva iscrizione in white list, non sufficiente purtroppo per salvarle tutte dal fallimento".

Intanto la Presidente del Senato Casellati ha trasmesso nuovamente gli atti alla Giunta del Senato dove Giovanardi chiederà di essere nuovamente udito per sollecitare la necessità di i"nviare la questione alla corte Costituzionale per conflitto di Attribuzioni, in difesa della libertà del Parlamento". "Come Ministro e Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ho giurato fedeltà alla Repubblica , quella democratica nata dalla lotta di Liberazione. quella nella quale sono i rappresentanti del popolo ad avere il Diritto ed il Dovere di  contestare, anche aspramente , gli errori e gli orrori burocratici, perché il nostro non diventi uno Stato di Polizia dove , come al tempo del fascismo, erano i Prefetti a controllare i cittadini", chiosa il senatore.

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