Carpigiano contagiato, il protocollo ha funzionato. Ora si cercano i contatti

La Direzione Sanitaria dell'Ausl spiega la dinamica che ha portato al ricovero del malato infetto da coronoavirus al Policlinico

Con quante persone è entrato in contatto il carpigiano risultato positivo al Coronavirus e ricoverato al reparto Malattie infettive del Policlinico di Modena? "È una valutazione che il dipartimento di Sanità pubblica sta facendo, ancora non ci sono dati sicuri. Il risultato del tampone è arrivato da poco. In ogni caso, il protocollo attivato ha protetto anche il Policlinico". 

Lo precisa la direttrice sanitaria dell'Ausl di Modena, Silvana Borsari, nel corso di un incontro con i giornalisti. Evidenzia Borsari: "Siamo certi che l'origine del contagio è nella zona lodigiana, dove questo signore ha lavorato nelle ultime tre settimane. Non è una nuova infezione di cui non sappiamo l'origine, l'origine la conosciamo". Alla direttrice sanitaria dell'Ausl modenese preme piu' in generale un aspetto: nel caso, bisogna chiamare il proprio medico di base o i numeri dedicati, non precipitarsi al Pronto soccorso. Proprio come accaduto nel caso del carpigiano. 

"Il protocollo- continua Borsari- ha funzionato come doveva: il cittadino correttamente ha contattato il medico di medicina generale e il numero della sanità pubblica messo a disposizione. In questo modo, è stata fatta l'intervista telefonica ed è stato attivato il percorso protetto, con l'attivazione del 118 e la centralizzazione al Policlinico delle persone sospette che devono eseguire il tampone. Questo- puntualizza la direttrice sanitaria dell'Ausl di Modena- ci ha consentito di tenere protetti tutti i percorsi, compreso quello dell'ospedale Policlinico stesso. Chiediamo di non accedere nè in ospedale nè in ambulatorio medico nè nei nostri ambulatori, se si manifestano sintomi".

 In tutto questo bisogna fare i conti con le bufale che circolano, anche sul Policlinico: qualcuno ha segnalato una presunta chiusura di reparti, con tanto di foto di transenne. "Stiamo facendo sforzi straordinari per controllare anche chi è già ricoverato, e questo lo stiamo facendo in tutti gli ospedali mettendo in atto i protocolli concordati con la Regione. Le fake news sono un grossissimo problema: riceviamo telefonate assolutamente inutili e le fake news girano anche sulle chat dei professionisti, ci intralciano". 

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