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Cronaca

Alluvione Modena, pronta la class-action delle vittime dell'esondazione

L'avvocato Massimo Jasonni: "Numerose famiglie che con l'alluvione hanno perso tutto mi hanno incaricato di collaborare con la Magistratura per approfondire le le responsabilità penali, amministrative e civili di questo tragico evento"

Non c'è solo l'avv. Fabio Vicenzi ad avere tutta l'intenzione di portare su un piano giudiziario l'alluvione della Bassa Modenese. Anche Massimo Jasonni, professore della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia si è detto pronto a raccogliere il malcontento dei cittadini lanciando la proposta di una class action.

"Si sono rivolte al mio studio - afferma Jasonni in un comunicato stampa - numerose famiglie che con l'alluvione, in un attimo, hanno perso tutto. Vivono sfollate, come in tempo di guerra, nella consapevolezza che le loro abitazioni e i loro domicili professionali, travolti dalle acque, saranno irrecuperabili. E' crollato un mondo e non sono colpite solo le case, ma anche i circostanti insediamenti industriali, le coltivazioni agricole, gli allevamenti del bestiame. Queste famiglie mi incaricano di collaborare con la Magistratura, approfondendo le responsabilità penali, amministrative e civili di un tragico, prevedibile evento che ha cause ben precise in capo agli enti, ai pubblici ufficiali e agli incaricati di un pubblico servizio, che dovevano sovraintendere, e non lo hanno fatto, alla cura del territorio".

"Mi faccio portavoce - prosegue l'avvocato - del commosso ringraziamento dei miei clienti a quelle prime voci istituzionali e a Confagricoltura, che hanno avuto il coraggio di dire subito la verità, ovvero hanno puntato il dito non su Giove pluvio o sulle nutrie, quasi non fosse noto a tutti, e da decenni che le nutrie scavano negli argini dei fiumi, ma sul vergognoso stato di degrado dell'ambiente anche nel nostro circondario. Quella che è mancata, e radicalmente, è stata la custodia delle acque pubbliche e, più in particolare, la cura del corso, dell'alveo e degli argini dei fiumi. Trattasi - conclude Jasonni - di beni costituzionalmente protetti, e non solo per la salvaguardia del paesaggio, ma anche per la difesa della vita e della salute dei cittadini. Questa alluvione si situa in un contesto più ampio che esige finalmente Giustizia: siamo diventati non il giardino, come si era un tempo, ma la discarica dell'Europa".

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