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Cronaca

Minori in difficoltà, in quattro anni più affidamenti al Comune

Dal 2009 al 2012 sono passati da 680 a 810. Maletti: "Ma abbiamo migliorato la qualità delle risposte riducendo i costi". Realizzati anche percorsi per i genitori

Progetti educativi personalizzati; affidamento a famiglie e a comunità; servizi domiciliari e semi residenziali per poter continuare ad avere, quando è possibile, un rapporto con la propria famiglia; percorsi proposti ai genitori, per metterli in grado di tornare a svolgere i propri compiti. Sono alcune delle caratteristiche dell’impegno del Comune di Modena sviluppate negli ultimi anni nell’ambito della tutela dei minori, uno dei compiti che la normativa affida all’ente locale con l’obbligo di intervenire e di accudire bambini e ragazzi quando i genitori non sono in grado di svolgere le funzioni genitoriali o un parente entro il terzo grado non sia presente e possa accudirli. Anche quando si tratta di minori non riconosciuti o di stranieri non accompagnati.

“Sono attività che richiedono un grande investimento umano da parte degli operatori comunali, delle comunità e delle famiglie affidatarie – spiega l’assessore alle Politiche sociali e sanitarie Francesca Maletti – e che determinano anche ingenti investimenti economici da parte del Comune. Grazie a un enorme sforzo di razionalizzazione e al coinvolgimento del volontariato e del privato sociale, in questi anni siamo riusciti a migliorare la qualità della risposta riducendo la spesa per le comunità residenziali, che è passata dai 4,7 milioni del 2009 ai quattro milioni dello scorso anno, nonostante un aumento significativo del numero di minori affidato al Comune. Rimane intorno ai 700 mila euro, invece, la spesa per gli affidi familiari”.

Nei quattro anni del Piano del benessere e della salute 2009-2012, infatti, gli affidamenti al Comune di Modena sono passati da 680 a 810, mentre i minori complessivamente in carico erano 3.812 nel 2009 ed erano 3.688 lo scorso anno. E’ calato anche il numero dei minori collocati fuori dalla famiglia: 398 nel 2009 (241 i residenti e 157 gli stranieri non accompagnati), 366 nel 2012 (239 residenti, 127 stranieri non accompagnati). In leggero calo anche i minori in comunità passati da 233 (103 residenti e 130 stranieri non accompagnati) a 200 (116 residenti e 84 stranieri non accompagnati), mentre i minori in affido erano 165 nel 2009 (138 residenti e 27 stranieri non accompagnati) ed erano 166 nel 2012 (123 residenti e 84 stranieri non accompagnati).

“Abbiamo cercato di migliorare la qualità della risposta alle esigenze di questi bambini e di questi ragazzi – spiega l’assessore Maletti – attivando, per esempio, servizi domiciliari e semi residenziali che permettono ai minori di essere accuditi da personale specializzato a casa propria o di poter passare numerose ore della giornata in centri specializzati ma tornando a casa nelle ore notturne, in modo da poter continuare ad avere un rapporto con i propri familiari, quando la situazione ovviamente lo permette. Inoltre, sono stati incentivati i servizi alle mamme e ai papà per aiutarli a tornare a essere in grado di svolgere i propri compiti genitoriali di accudimento. Per i minori stranieri non accompagnati, grazie anche al coinvolgimento delle associazioni e delle comunità straniere presenti in città, è stato ampliato il numero degli affidi in realtà culturali omogenee”.

A Modena, inoltre, è presente anche una rete di famiglie, una ventina, disponibili ad accogliere bambini sotto i sei anni in casi particolari e con scarso preavviso. “Il Comune attiva questa rete nei casi di emergenza – spiega l’assessore Maletti – per evitare la comunità ai più piccoli, in attesa di trovare soluzioni più definite. E’ una delle tante risorse preziose che offre la nostra città”.

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