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Bancarotte e riciclaggio, in cella la "mente" di un meccanismo da 35 milioni di euro

La Finanza ha incastrato dopo un'indagine molto complessa un 38enne parmense, che dietro un prestigio imprenditoriale di facciata nascondeva affari illeciti compiuti a cavallo fra diversi paesi europei

"Last Ring": questo il nome con il quale la Guardia di Finanza di Modena ha ribattezzato un'operazione che ha portato all'arresto "dell'anello mancante" di una vasta organizzazione criminale, che operava a livello internazionale, già decimata da numerosi altri arresti nel corso degli ultimi due anni. Si tratta di un ampio giro di affari legato a bancarotte fraudolente, realizzate tramite spostamenti all'estero di aziende in procinto di fallire, che si avvaleva di professionisti, contabili e "manodopera". Tutto grazie ad una regia occulta, operata da un soggetto finora rimasto invisibile. 

Il "contabile" dell'organizzazione era finito in carcere grazie all'operazione "Barqueiro" nel maggio 2016, seguito poi da un rampante imprenditore che si occupava di acquisire le aziende emiliane in difficoltà da inserire nel meccanismo criminale, fermato nella cosiddetta operazione "Last drink". L’intero filone investigativo ha registrato 19 destinatari di misure cautelari personali, 48 indagati, 67 perquisizioni locali (in Italia e all’estero), distrazioni patrimoniali dalle aziende in dissesto per circa 35 milioni di euro e danno all’Erario per imposte non versate per 30 milioni di euro.

Un lavoro davvero immenso da parte delle Fiamme Gialle modenesi - coordinate dal Procuratore Lucia Musti e dal PM Marco Imperato - che non si è mai fermato e che ha permesso ad inizio dicembre di acquisire tutti gli elementi e di individuare il tassello mancante, ovvero il  mandante e socio occulto di questa organizzazione, la vera "mente" di tutto quanto.

E' di qualche giorno fa, infatti, la cattura di F.C., 38enne di Parma con residenza fittizia in Austria, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta. Il 38enne vantava uno stile di vita elevato e l'inserimento in diversi organigrammi di società italiane ed estere, attive nei più svariati settori economici, che vanno dall’immobiliare al trasporto aereo (a Malta), passando per la locazione di autovetture di lusso e barche. Proprio grazie a questa apparenza imprenditoriale che l’associazione riusciva ad acquisire le partecipazioni di controllo delle società da “spolpare”, da cui poi riceveva, con modalità evidentemente illecite, i profitti necessari a mantenere il suo elevatissimo tenore di vita, fatto di agi e vacanze di lusso.

A conferma di ciò, qualche giorno fa, egli era pronto per partire dall'aeroporto di Bologna con un volo business che lo avrebbe portato negli Emirati Arabi per qualche giorno di relax, ma, al momento di lasciare l’albergo per recarsi al check in, ha trovato ad “accoglierlo” i finanzieri di Modena che gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere; ordinanza confermata, pochi giorni prima di Natale, nella bontà probatoria anche dal Tribunale del Riesame.

Si conclude così, per il momento, con l’operazione “Last Ring”, la serie di indagini - autonome ma indissolubilmente legate tra loro - con le quali, negli ultimi mesi, i Finanzieri di Modena hanno assestato alla criminalità economico-finanziaria emiliana un durissimo colpo. La mole di lavoro è stata davvero imponente ed encomiabile, basti solo pensare che sono state ascoltate ed esaminate ben 100.000 conversazioni telefoniche, per 80.280 ore totali, oltre 2.500 ore di intercettazioni telematiche.

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