Cronaca

Rifiuti urbani, ne produciamo 647kg a testa in un anno

Anteprima dei risultati del rapporto Arpa 2012 sui rifiuti: cala la produzione pro capite di rifiuti urbani in Emilia-Romagna. Il rifiuto è un bene o un problema? Da questa presa di posizione derivano le valutazioni sui numeri

Consumiamo sempre meno e di conseguenza gettiamo via sempre meno rifiuti. In esso tra i due fattori è inevitabile e certificato da più fonti, ultima in ordine di tempo l'Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente, che ha presentato il suo rapporto annuale sulla produzione di rifiuti in Emilia-Romagna. Così scopriamo che il totale dei nostri scarti nel 2012 si attesta a 2.893.518 tonnellate, contro le 3.002.771 del 2011, con un calo del 3,9%.

Numeri che significano poco se non vengono riportati ad un ordine di grandezza più comprensibile, come la produzione pro capite. Ebbene, lo scorso anno ciascuno emiliano e ciascun romagnolo ha scartato in media 647 kg di rifiuti. La provincia di Modena, in particolare, ha conquistato la medaglia di bronzo, con una produzione pro capite di 625 kg/ab, 19 in meno rispetto al 2011 e un calo percentuale del 2,9%, mentre nel capoluogo la produzione pro capite è di 659 kg/ab. La provincia che fa registrare la minor produzione di rifiuti urbani è invece quella di Bologna con 544 kg/ab, seguita da Parma (548 kg/ab), Modena, Piacenza (630 kg/ab), Ferrara (662 kg/ab), Reggio Emilia (719 kg/ab), Forlì-Cesena (742 kg/ab), Ravenna (763 kg/ab) e Rimini (768 kg/ab).

DIFFERENZIATA - Al calo della produzione di rifiuti urbani in Regione si aggiunge anche – come già certificato da Hera – la crescita della raccolta differenziata, che nel 2012 ha raggiunto su scala regionale il 53,9%, con un aumento dell’1% rispetto al 52,9% del 2011, confermando il trend in continua crescita dal 2001. Fra le province, Modena si piazza al quinto posto, con una percentuale di raccolta differenziata del 56,6% (+1,9% rispetto al 2011). In testa alla classifica si colloca Parma col 60,8%, seguita da Reggio Emilia (60,5%), Rimini (58,7%), Piacenza (56,7%), Modena (56,6%), Ravenna (56,0%), Forlì-Cesena (50,0%), Ferrara (48,8%) e Bologna (43,9%). Rispetto al 2011, l’incremento maggiore si registra proprio nella provincia di Modena (+1,9%), seguita da Bologna e Ferrara (+1,6%), Piacenza (+1,3%), Parma (+1,1%), Ravenna e Rimini (0,8%) e Forlì-Cesena (0,1%). Chiude Reggio Emilia, unica fra le province ad aver calato la percentuale di raccolta differenziata (-0,1%). 

COME SI RACCOLGONO I RIFIUTI - Sempre secondo l’anticipazione Arpa, il 7% della raccolta differenziata in provincia di Modena avviene col metodo del “porta a porta” (+1% rispetto al 2011), il 39% con la differenziata stradale (+3%), il 33% con quella presso i centri di raccolta (-2%) e il 21% con altri servizi (servizi su chiamata/prenotazione da parte dell’utente, assimilati avviati a recupero direttamente dal produttore, tramite contenitori specifici presso farmacie, centri commerciali, aziende, scuole, mercati, fiere, parrocchie, enti di volontariato etc, -2% al 2011). In particolare, nel capoluogo la percentuale di raccolta differenziata si attesta al 54,7%: il 3% avviene col “porta a porta” (+1% rispetto al 2011), il 39% con la raccolta differenziata stradale (+3%), il 34% con la differenziata presso i centri di raccolta (-2%) e il 24% con la differenziata con altri servizi di raccolta (-2%).

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