Comune annuncia via Twitter gli autovelox mobili, Soranna: "E' illegale"

Stefano Soranna scopre che l'iniziativa del Comune, di informare i cittadini con quotidiano preavviso le postazioni degli autovelox mobili, è illegale

La questione degli autovelox a Modena sta facendo impazzire i cittadini che scrivono su Twitter e Facebook il proprio sdegno. Stefano Soranna, esponente di modenasaluteambiente.it e dei comitati per la sicurezza, si è accorto che l'idea del Comune di Modena di segnalare con anticipo via Twitter le nuove postazioni delle pattuglie è illegale.

AUTOVELOX IN AUMENTO, ECCO COME PRENDERE VOTI. L'invasione iniziò nel Luglio 2011 in cui si parlava di nuove postazioni, da quel momento cominciano a piovere di strada in strada, raggiungendo il massimo dell'insoddisfazione cittadina nell'Aprile 2013 con quello della Contrada. Come alcuni avevano previsto, quell'autovelox si rivelò una fonte di guadagno enorme per il Comune. Però poi, l'ex sindaco Pighi annullò le multe di Aprile, casualmente, nel mese in cui si andava a votare le comunali, forse per alleggerire le spalle degli elettori un pò appesantite dalle sanzioni.

AUTOVELOX IN TANGENZIALE. Dopo le postazioni mobili in tangenziale che avevano regalato al Comune ben 35 multe in due ore, si è deciso di rendere ancora più redditizio il sistema mettendo stabilmente autovelox in tangenziale. Già però a fine di Ottobre si parlava di autovelox mobili, in quanto quelli fissi erano fuori legge. Il Comune aveva promesso che avrebbe fatto sapere via Twitter con quotidiana anticipazione delle postazioni. Soranna sostiene che che l'articolo 45, comma 9-bis recita: "è 'vietata la produzione, la commercializzazione e l'uso di dispositivi che, direttamente o indirettamente, segnalano la presenza e consentono la localizzazione delle apposite apparecchiature di rilevamento di cui all'articolo 142, comma 6, utilizzate dagli organi di polizia stradale per il controllo delle violazioni"; continua il comma 9-ter: "chiunque produce, commercializza o utilizza i dispositivi di cui al comma 9-bis è soggetto, ove il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 802 a euro 3.212". Così Soranna conclude la sua ricerca domandando: "Il Codice davvero non sembra lasciare spazio a molte interpretazioni, una semplice svista? magari causata dallo stress sul tema che ha più volte messo in imbarazzo l'amministrazione modenese?"

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