Cronaca

Furto di identità e frodi creditizie, Modena è maglia nera in regione

Modena 25esima a livello nazionale.In crescita l’incidenza delle vittime di età medio bassa. L’acquisto fraudolento di elettrodomestici spiega oltre un terzo dei casi ma aumentano sensibilmente i casi relativi a beni e servizi di importo medio-basso

Le frodi creditizie commesse mediante furto di identità - con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – si confermano essere un fenomeno dalle dimensioni a dir poco preoccupanti, in particolare relativamente al credito al consumo. Sulla base di quanto emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio CRIF sui Furti di identità e le Frodi Creditizie, nei primi 6 mesi dell’anno in corso sono stati oltre 11.000 i casi rilevati, contro una media che nel corrispondente semestre dei 2 anni precedenti si era invece attestata intorno alle 8.000 unità.

Per quanto riguarda l’importo medio delle frodi, è risultato pari a 7.047 euro, per un valore complessivamente stimato superiore agli 80 milioni di euro. La dimensione di questo fenomeno, spesso sottovalutato, può essere colta anche attraverso il confronto con il numero di rapine ai danni degli istituti di credito, che nell’intero anno 2016 sono state solamente 360 sull’intero territorio nazionale.

I DATI LOCALI - Per quanto riguarda nello specifico l’Emilia-Romagna, sono stati 588 i casi di frode registrati nel I semestre 2017, dato che posiziona la regione al 6° posto della graduatoria nazionale alle spalle di Sicilia (2.021 casi), Campania (1.798 casi), Puglia (1.261 casi), Lombardia (1.106 casi) e Lazio (951 casi). A livello provinciale, il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato nella provincia di Modena, con 102 casi (che la collocano al 25° posto nel ranking nazionale), mentre nella provincia di Bologna sono state 99 (27^ posizione); segue Reggio Emilia, con 90 casi, mentre Ferrara si posiziona all’estremo opposto della classifica regionale, con sole 27 frodi rilevate nei primi 6 mesi dell’anno.

LE VITTIME - L’Osservatorio CRIF presenta anche un’analisi del profilo delle vittime di furto di identità utilizzato per portare a termine una frode creditizia. Nello specifico, la distribuzione dei casi per sesso evidenzia, ancora una volta, la preponderanza di uomini, con il 56,5% dei casi anche se rispetto al primo semestre 2016 crescere sensibilmente l’incidenza delle frodi subite da donne (+16%). Osservando invece la distribuzione delle frodi per classi di età, prosegue la tendenza già evidenziata nelle precedenti rilevazioni, con la crescente incidenza dei casi tra vittime di età medio bassa: i maggiori incrementi, infatti, sono quelli rilevati nella fascia compresa tra i 18 e i 30 anni (+9,1%) e in quella tra 31 e 40 anni (+6,9%) mentre diminuisce sensibilmente l’incidenza dei casi tra i 51-60enni (-8,2%) e tra gli over 60 (-6,7%).

GLI STRUMENTI - L’Osservatorio CRIF segnala come l’utilizzo della carta di identità risulti il documento identificativo principalmente utilizzato nei casi di frode creditizia (oltre l’80% del campione totale). In particolare, si tratta di carte di identità contraffatte oppure valide ma non riconducibili al soggetto cui sono intestate. Una quota parte, invece, riguarda documenti per i quali risulta una denuncia per furto o smarrimento. L’Osservatorio CRIF segnala come l’utilizzo della carta di identità risulti il documento identificativo principalmente utilizzato nei casi di frode creditizia (oltre l’80% del campione totale). In particolare, si tratta di carte di identità contraffatte oppure valide ma non riconducibili al soggetto cui sono intestate. Una quota parte, invece, riguarda documenti per i quali risulta una denuncia per furto o smarrimento. 

I TEMPI PER LA SCOPERTA - Andando ad analizzare la distribuzione dei tempi di scoperta in funzione dell’entità dell’importo frodato, dallo studio emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi riguardano cosiddetti “small tickets” mentre i casi di frode con importi superiori ai 10.000 euro tipicamente necessitano di tempi più lunghi per essere individuati tanto che nel 21% dei casi si arriva addirittura a superare i 5 anni. Sempre relativamente ai tempi di scoperta delle frodi i dati relativi al I semestre 2017 mostrano una forte polarizzazione verso due macro categorie: da un lato quasi il 60% dei casi viene scoperto entro 6 mesi (in crescita del 10,7% rispetto al I semestre 2016), dall’altro lato continuano ad emergere casi di frode messi in atto 3, 4 e addirittura 5 anni prima (circa il 16% del totale, in aumento del 2,5% rispetto al I semestre 2016).

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