Il Lago dei Cigni, al Teatro Pavarotti arriva il Balletto di Maribor

Si apre martedì 10 gennaio 2017 alle 21 la rassegna ModenaDanza al Teatro Comunale "Luciano Pavarotti" con Il lago dei cigni nell’interpretazione del Balletto di Maribor. Nato nel 1919, il Teatro Nazionale di Maribor è oggi la più importante istituzione artistica e culturale slovena e vanta un'intensa attività di opera, balletto, prosa e concerti che conta circa 500 spettacoli l'anno. Il corpo di ballo, uno degli ensemble stabili del Teatro (già ospite a Modena con lo spettacolo Radio and Juliet), produce due nuovi spettacoli l'anno oltre a un repertorio che comprende una varietà di titoli classici e contemporanei rappresentati in patria e in regolari tournée in Europa, Asia e Stati Uniti. Nel 2003 il ballerino e coreografo Edward Clug ha assunto la direzione della compagnia. Le sue creazioni Tango, Lacrimas, The Architecture of Silence, Radio and Juliet, Watching Others, Hommage à Stravinsky, Stabat Mater, Peer Gynt hanno segnato l’inizio di una nuova tendenza postmoderna della compagnia contribuendo notevolmente alla sua crescita artistica e lanciando il Balletto di Maribor sulla scena internazionale.
Il lago dei cigni si vedrà a Modena in una nuova produzione di stampo tradizionale e basata sulla versione originale ottocentesca. Čajkovskij scrisse la musica nel 1876 interpretando la favola della bellissima principessa Odette, tramutata in cigno per aver rifiutato le attenzioni del mago Rothbart e dalla cui maledizione solo l'amore di un principe potrà salvarla... 
“Il lago dei cigni venne messo in scena la prima volta a Mosca – ricordò il coreografo autore del balletto, Marius Petipa, nelle sue memorie -, ma là non ebbe alcun successo. Saputo ciò mi recai dal direttore e gli dissi che non potevo ammettere che la musica di Čajkovskij fosse mal considerata: non nella partitura doveva essere il problema, ma nella messa in scena del balletto, nelle danze. Pregai il direttore che mi permettesse di utilizzare la partitura di Čajkovskij e, avvalendomi del soggetto a modo mio, di allestire il balletto a San Pietroburgo. Monsieur Vsevoložskij fu subito d’accordo con me: ci rivolgemmo a Čajkovskij e Il lago dei cigni andò in scena da noi con enorme successo. Čajkovskij fu entusiasta e disse che per nessuno, tranne Petipa, avrebbe mai più scritto balletti”. 
Com’è noto la collaborazione tra il maître de ballet più potente e il compositore più ammirato dell’Impero Russo fu senza screzi e quasi familiare. Lo ricordò così anni dopo Vera Petipa, una delle figlie del coreografo: “mio padre cominciava con il concepire il soggetto e prevedere a grandi tratti la composizione delle danze. Solo dopo ciò si intratteneva con il compositore. D’abitudine Pëtr Il’ič arrivava da noi in serata e suonava pezzi dell’opera, mentre mio padre ascoltava, accordando alla musica le sue fantasie coreografiche. Lavoravano nel salone: dapprima si sedevano tutti e due a un tavolo rotondo, poi Čajkovskij si metteva al piano. La famiglia ascoltava dalla sala da pranzo. Mia madre ci dava spiegazioni a voce bassa e ci chiedeva di prestare tutta la nostra attenzione alla musica. Ma noi bambini eravamo soprattutto interessati alle fiabe dell’ultimo atto della Bella addormentata.” 
La rassegna di danza e balletto proseguirà al Teatro Comunale fino a metà maggio con alcuni dei più importanti coreografi e compagni internazionali, fra i quali Alain Platel, Aterballetto, il Ballet Preljocaj, Ivan Vasiliev e i solisti del Teatro Bolshoij di Mosca. 
 

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