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Commissione d'inchiesta sull'alluvione, Bonaccini: "Vogliamo subito risposte"

Il presidente in Assemblea: "Non abbiamo soldi per tutto. Ma lo prendiamo come impegno qui dobbiamo dare una soluzione definitiva al nodo idraulico di Modena"

Il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini assicura l'impegno della Regione per l'individuazione delle responsabilità per il crollo dell'argine sul Panaro che ha portato all'alluvione di Nonantola. "Non dovrebbe accadere che gli argini si rompano", dice Bonaccini intervenendo durante il dibattito in assemblea legislativa sull'inondazione. "Noi siamo interessati quanto voi - si rivolge ai consiglieri - alla commissione per capire quelli sono le cause. Sono naturali? Sono per negligenza? Per errore di qualcuno? Lo vogliamo sapere e non faremo sconti a nessuno, e lo vogliamo sapere in fretta", scandisce ancora il governatore. 

Sul punto è tornata durante la replica anche Irene Priolo, assessore regionale alla Protezione civile che si sta occupando dell'alluvione. "Il crollo c'è stato e noi dobbiamo scoprire perchè. è stato un animale? Può darsi ma non è detto- avverte Priolo- perchè danni strutturali possono derivare anche da oggetti e corpi estranei inseriti all'interno dell'arginatura o da materiali incongrui con cui l'arginatura è stata fatta". Quanto alle tane, "gli animali le ricostruiscono in un'ora- informa Priolo- sono stati fatti quasi mille interventi su quel tratto arginale, vuol dire che ogni due giorni è stata chiusa una tana. Questo non vuol dire che non sia stata fatta la manutenzione". 

Problema risorse per la lotta alle conseguenze dei cambiamenti climatici. "Noi le risorse non le abbiamo per fare tutto- sottolinea ancora Bonaccini- ma non le avrebbero nemmeno le opposizioni se governassero questa regione, non è questione di colore politico". Però, "lo prendiamo come impegno qui- assicura Bonaccini- dobbiamo dare una soluzione definitiva al nodo idraulico di Modena".

"Nessuno qui oggi vuol fare quello che non si assume la responsabilità delle cose o dire che abbiamo avuto il danno attuale perchè mancano le risorse- ribatte Priolo ai consiglieri di minoranza- ma vuol dire che c'è necessità di programmare gli interventi". E nemmeno i 115 milioni di euro del Recovery Fund per il nodo modenese basteranno a risolvere tutti i problemi, avverte ancora Priolo: perchè si possono includere solo i progetti che possano essere completati entro il 2026.

(DIRE)

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