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White list, l'affondo della Cgil: “Non è inutile burocrazia”

Finora soltanto 328 imprese su 2.811 richiedenti hanno già avuto il via libera. Quattro le ditte escluse. Il sindacato si complimenta con la Prefettura e attacca chi parla di inutili fardelli burocratici

La white list per la ricostruzione resta al centro del dibattito in provincia. Non è solo la clamorosa esclusione della F.lli Baraldi, ma il quadro complessivo delle norme per la ricostruzione “trasparente” a tenere banco.

Ad un anno dal sisma, sono 2.811 le imprese che finora hanno chiesto l'iscrizione per poter lavorare, e questa sola richiesta formale consente di operare senza impedimenti. Questo numero già elevato di domande è peraltro destinato a crescere. Si tratta, per il 96% di queste, del meglio delle imprese modenesi ed emiliane. Anzi, balza in evidenza la non richiesta di iscrizione alle wite list di pochissime ditte tra le più note in provincia, peraltro già impegnate nella prima fase di ricostruzione scolastica: o perchè già piene di lavoro o per timore di non passare il "filtro". Oltre alla F.lli Baraldi, sono finora state escluse solo altre tre ditte: Scaviter, Ge.Co, ed una impresa reggiana.

Sono invece 328 le imprese già ammesse ai nove distinti elenchi delle ditte iscritte nelle white list: trasporto e discarica materiali , smaltimento, nolo macchinari speciali, forniture, estrazione materiali, calcestruzzi, autotrasporto, costruzioni e moduli prefabbricati. L'82% delle già ammesse, sono imprese modenesi. Le rimanenti risiedono nelle province emiliano romagnole o in quelle confinanti di Mantova e Verona, e pochissime nel centro sud: Aquila e Salerno.

La Cgil è intervenuta per complimentarsi per il lavoro svolto dalla prefettura e mantenere alta l'attenzione sulla legalità. “Il Sindacato – spiega Franco Zavatti – ha fortemente voluto e sostenuto le novità del Protocollo Regionale sulla Legalità , perchè sono tutta salute e non appesantimenti burocratici. Consideriamo, anzi, dannose certe polemiche, interrogazioni parlamentari ed insofferenze ai controlli. In particolare sulle white list per le imprese. Vorremmo non essere i soli a dare atto del notevole e straordinario impegno profuso dalla Prefettura. La mole di lavoro non ha precedenti”.

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