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Cittadinanza, i bimbi stranieri nati in Italia saranno modenesi "ad honorem"

Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità un odg che istituisce un riconoscimenti simbolico. Il riconoscimento, al compimento dei 10 anni, a chi è nato a Modena e in Italia da genitori stranieri

Un gesto poco più che simbolico che porta con sè un fortissimo messaggio politico sulla riforma della cittadinanza. E' quanto contenuto nell'ordine del giorno approvato ieri sera dal consiglio comunale di Modena. Il documento era stato presentato inizialmente da Adriana Querzè (Per me Modena) e poi è stato sostituito dal testo condiviso da tutti i gruppi consiliari.

La proposta impegna dunque il Comune di Modena a conferire la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini stranieri residenti in città, nati a Modena e in Italia da genitori stranieri, che siano iscritti alla quinta elementare o abbiano compiuto i dieci anni. Secondo quanto previsto dal dispositivo del documento, “il conferimento della cittadinanza onoraria dovrebbe avvenire nel corso di una cerimonia pubblica annuale, riconoscendo così il dato di fatto della presenza stabile di questi bambini sul territorio italiano”. L’ordine del giorno inoltre impegna il Comune a chiedere ai parlamentari modenesi un impegno significativo per “giungere nel più breve tempo possibile alla revisione della legislazione nazionale sulla cittadinanza, sul modello dello ‘ius soli’ già adottato in altri paesi europei”.

Tra i presupposti su cui basa il dispositivo, l’ordine del giorno ricorda la convenzione dell’Onu del 1989 che tra i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza prevede anche quello ad acquisire la cittadinanza e la legge italiana del 1992, secondo la quale chi nasce in Italia da genitori stranieri può ottenere la cittadinanza solo al compimento dei 18 anni dimostrando di aver avuto residenza in Italia dalla nascita senza alcuna interruzione. Il consigliere Tommaso Fasano (Pd), nel presentare l’ordine del giorno, ha ricordato che il Comune di Modena ha aderito alla campagna “L’Italia sono anch’io” e che “la percentuale di bambini stranieri nati a Modena e con almeno un genitore straniero è salita dal 28,4 per cento del 2005 al 38,9 del 2013”. Il consigliere ha poi sottolineato che “ogni azione, anche simbolica, che contribuisca ad aumentare l’inclusione sociale dei bambini favorisce il contrasto alle disuguaglianze e migliora la qualità della vita di tutti”. Sempre per il Pd Grazia Baracchi ha espresso la speranza che quella onoraria sia “un primo passo verso una cittadinanza italiana effettiva con pari diritti e doveri. Già questo atto comunque riconosce questi bambini come parte integrante del tessuto sociale in cui sono nati”.

Per il M5s Elisabetta Scardozzi ha affermato che “nessun bambino deve rimanere indietro, Modena e l’Italia devono essere una comunità di valori e solidarietà. Questa campagna simbolica lancia quindi un segnale politico verso piena integrazione di questi bambini che sono una risorsa per nostro paese”. Secondo Domenico Campana di Per me Modena “le differenze sono un valore ma se riguardano il trattamento giuridico allora diventano disuguaglianze tra chi ha più diritti e chi ne ha meno e quindi un tradimento delle aspettative di vita di questi ragazzi”. Marco Cugusi di Sel ha definito il conferimento della cittadinanza un “segnale di apertura e inclusione e quindi un atto dovuto che viene di conseguenza a quello che ci siamo sempre detti in questo Consiglio”. Antonio Montanini di CambiaModena ha motivato l’adesione portando l’esempio personale della moglie di origine straniera e di sua figlia nata a Modena.

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