Elezioni politiche 2013, si parla di lavoro con i candidati di Sel

L'incontro "Primo: il Lavoro" si svolgerà sabato 9 febbraio, dalle ore 9.30, presso la Sala Giacomo Ulivi (via Ciro Menotti 137), Modena

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

La Federazione modenese di SEL invita la cittadinanza all'iniziativa "Primo: il Lavoro", che si svolgerà sabato 9 febbraio, dalle ore 9.30, presso la Sala Giacomo Ulivi (via Ciro Menotti 137), Modena.

PROGRAMMA
PARTECIPANO:
Titti Di Salvo (Forum "Ambiente, Economia, Lavoro" SEL e Candidata alla Camera per SEL)
Francesco Ferrara (Candidato alla Camera per SEL in Emilia Romagna)
Massimo Mezzetti (Capolista al Senato SEL in Emilia Romagna)
Antonio Mattioli (Segreteria regionale CGIL)

COORDINANO:
Gianni Ballista (Coordinamento Federale SEL Modena) e Patrizia Belloi, insegnante

INTERVENGONO:
Cesare Pizzolla (Segretario provinciale FIOM-CGIL)
Roberto Vezzelli (Presidente Coop Bilanciai)
Mino Carrozzo (operaio Maserati)
Giuditta Perricone (educatrice precaria)

Potrai inoltrare le tue domande ai relatori, scrivendo a: gianni_ballista@libero.it o a info@sinistraelibertamodena.it
In allegato il volantino fronte/retro, con il programma e il testo che convoca l'iniziativa.
Qui l'evento su Fb: https://www.facebook.com/events/595925997089734/

Il Lavoro, per noi di Sinistra Ecologia Libertà, non è solo fonte di sostentamento, ma soprattutto identità, dignità e socialità; da ciò la possibilità di svolgere un ruolo sociale e politico per un Paese più giusto, più libero e democratico. Il declino del Paese, infatti, consiste in larga misura nel ritenere i diritti del lavoro e al lavoro una variabile subalterna a tutto. Si pone quindi con forza, particolarmente in campagna elettorale, l'esigenza di un pronunciamento esplicito e una assunzione di responsabilità per la legislatura che si apre.

Tra i terreni che riguardano la questione del Lavoro, di fronte a livelli crescenti di disoccupazione e manomissione dei diritti, si possono annoverare le politiche del lavoro, le relazioni sindacali, la politica industriale.
Oltre al merito delle questioni, c'è un punto politico che va posto con forza: occorre una reale presa di coscienza critica circa un modello di sviluppo fondato sulla insostenibilità economica, sociale e ambientale; questo tema non può essere lasciato nelle mani delle lobby finanziarie e affaristiche nonché alla logica liberista e autocratica. Urge una svolta politica e ancor più una svolta culturale a partire dalla piena assunzione della centralità del lavoro e della partecipazione sui luoghi di lavoro.
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