Comune, università e Aziende Sanitarie avviano il Piano per il riordino degli spazi e della mobilità

Definita con un protocollo la sinergia su mobilità, ambiente e edilizia. Nel Piano di riordino e sviluppo anche gli investimenti, a partire dalle Terapie intensive post-Covid

Mentre stanno per decollare le nuove unità di Terapia intensiva negli ospedali cittadini che faranno entrare la rete sanitaria modenese nell’Hub nazionale per l’emergenza Coronavirus (la struttura di Baggiovara è in fase di collaudo mentre al Policlinico i lavori termineranno entro ottobre), il Comune di Modena, l’Azienda ospedaliero-universitaria, l’Azienda Usl e Unimore si impegnano a definire insieme la strategia e le prospettive della rete sanitaria locale con un Piano di riordino e sviluppo delle aree ospedaliere cittadine.

La collaborazione, a vario titolo, potrà avvenire su diversi livelli: agevolare l’accesso alle strutture e migliorare le zone di sosta e i percorsi dei mezzi pubblici, con un focus per chi ha difficoltà a muoversi; riqualificare gli spazi esterni, favorendo il verde; e privilegiare soluzioni costruttive all’avanguardia sono, infatti, alcuni degli obiettivi principali del Piano che i quattro enti promuovono nell’ottica del potenziamento degli ospedali e della riorganizzazione dei servizi. L’intesa è al centro del protocollo sottoscritto in Municipio oggi, mercoledì 29 luglio, dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli, dal rettore di Unimore Carlo Adolfo Porro e dai direttori generali dell’Azienda ospedaliero-universitaria Claudio Vagnini e dell’Ausl Antonio Brambilla. Le linee guida del documento erano state approvate alcuni giorni fa dalla giunta comunale su proposta dell’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli con delibera di giunta.

Il progetto, sul quale opererà un apposito gruppo di lavoro, permetterà di individuare soluzioni condivise in tre settori: la mobilità, con la revisione dei criteri di accesso ai nosocomi in auto, in bici e a piedi, coinvolgendo anche l’Agenzia per la mobilità di Modena (Amo); l’ambiente, col rinnovamento degli spazi aperti e l’impegno a migliorare il paesaggio dopo i lavori futuri nei comparti ospedalieri; e l’edilizia, con la valutazione di scelte costruttive di profilo internazionale. Le decisioni dovranno tenere conto anche delle esigenze emerse a seguito dell’emergenza Coronavirus per quanto riguarda le regole di distanziamento personale e le modalità di erogazione delle prestazioni sanitarie. Il protocollo si inserisce nel percorso verso l’approvazione del nuovo Piano urbanistico generale (Pug) della città e si sottolinea che, per dare attuazione in tempi brevi agli interventi, “gli enti hanno necessità di un quadro di riferimento urbanistico ed edilizio flessibile”. Per questo motivo, il documento condiviso sarà orientato a “sostituire gli attuali strumenti urbanistici attuativi e le norme di attuazione”.

Il Piano di riordino e sviluppo della sanità è stato predisposto in funzione della crescente integrazione fra le attività ospedaliere, territoriali e universitarie delle due aziende sanitarie e degli scenari di medio a lungo periodo ipotizzati dall’Azienda ospedaliero-universitaria e dall’Ausl, che negli ultimi anni hanno realizzato diversi interventi edilizi di ampliamento e ristrutturazione, in particolare al Policlinico dove da tempo è in corso un progetto di razionalizzazione. Nel documento, infatti, si illustrano le modalità per la riorganizzazione e il rafforzamento degli ospedali, per i quali è prevista una maggiore polarizzazione “per rispondere al meglio alle esigenze di salute del territorio modenese e di valorizzarne le potenzialità su scala regionale e internazionale, in collaborazione con Unimore per le funzioni di didattica e ricerca”. Per queste ragioni il Policlinico è specializzato nei campi di salute per donna e bambino, oncologia, medicine e chirurgie specialistiche, medicina rigenerativa, genomica, malattie rare, malattie infettive, medicina trasfusionale e centro trapianti. Mentre l’ospedale di Baggiovara è rivolto ai settori emergenza-urgenza, neuroscienze, chirurgie specialistiche, endoscopia interventistica digestiva, chirurgia vascolare, patologie tempo dipendenti, infarti ed emodinamica, traumi gravi e chirurgia robotica.

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Il Piano indica anche gli investimenti programmati nei prossimi anni nei nosocomi, a partire dalle unità di Terapie intensiva realizzate dopo l’emergenza Covid-19 che sono in avanzato stato di realizzazione: al Policlinico sarà costruito il nuovo Dipartimento materno-infantile di Modena e sono in previsione le demolizioni del corpo A (con ricostruzione di un fabbricato destinato ad aule didattiche e laboratori di ricerca) e del Poliambulatorio di via del Pozzo (con ricostruzione di un fabbricato destinato a servizi per i cittadini all’Ausl e al Policlinico). Nel nosocomio di Baggiovara, invece, sono attesi la costruzione di una palazzina destinata ad attività sanitarie e didattica e un ampliamento di spazi di 2.300 metri quadrati nei quali l’Azienda ospedaliero-universitaria potrà potenziare le chirurgie specialistiche e la propria piattaforma tecnologica.

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