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Venerdì, 27 Maggio 2022
Cronaca

Tumore alla vescica, scoperta a Modena una tecnica di diagnosi precoce

Pubblicato uno studio condotto dal Laboratorio di Patologia Clinica dell’Ospedale a Baggiovara e dal Laboratorio di citodiagnostica dell’Ospedale di Mirandola, nel quale è stata testata una metodica in grado di identificare negli ultimi tre anni 162 pazienti nello stadio iniziale della malattia. Punto di svolta nel sedimento urinario

Una nuova metodica che, partendo dal semplice esame delle urine, è in grado di diagnosticare molto precocemente il tumore della vescica. E’ stata messa a punto dal Dipartimento integrato di Medicina di Laboratorio e Anatomia Patologica, diretto da Tommaso Trenti, ed ha consentito di identificare negli ultimi tre anni 162 pazienti ad uno stadio molto iniziale della malattia. La diagnosi è stata poi confermata da ulteriori accertamenti in più del 90 per cento dei casi, consentendo di anticipare il trattamento della patologia e aumentare le possibilità di guarigione.

Lo studio, pubblicato recentemente sull’importante rivista scientifica “Chimica Clinica Acta”, è stato condotto in particolare nel Laboratorio del Nuovo Ospedale S. Agostino Estense da Manuela Varani e Roberta Anderlini, e nel Laboratorio di Citodiagnostica dell’Ospedale di Mirandola, diretto da Orville Raisi. La novità della ricerca è l’identificazione nel sedimento urinario, ovvero con il comune esame delle urine cui si sottopongono quotidianamente migliaia di cittadini, cellule tipiche del tumore della vescica e conseguentemente diagnosticare il tumore in una fase estremamente iniziale, quando nemmeno è sospettato perchè non sono presenti segni clinici. La metodica è stata realizzata senza alcun costo aggiuntivo rispetto al test normalmente eseguito.

“La pubblicazione su un importante rivista scientifica è il riconoscimento della rilevanza della ricerca laddove condotta in stretta connessione con l’assistenza, che può più facilmente e rapidamente essere messa a disposizione della attività clinica, a tutto vantaggio degli utenti” afferma il direttore generale dell’Azienda USL di Modena Massimo Annicchiarico.

“Le informazioni diagnostiche che abbiamo raccolto ci hanno consentito di riconoscere in fase iniziale la patologia con una ricaduta positiva per i pazienti” spiegano il dottor Raisi e la dr.ssa Anderlini. “Per ottenere questo risultato è stato messo a punto un ‘sistema intelligente’, grazie alle tecnologie diagnostiche di laboratorio particolarmente evolute di cui dispongono i nostri laboratori. Un sistema affinato nel corso degli anni capace, con un’analisi digitale d’immagine delle cellule urinarie, di riconoscere quelle con caratteristiche patologiche evocative della presenza di tumore e di fare scattare gli allarmi che il professionista può valutare con un’attenta revisione”.

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