Ricerca UniMoRe innova gli strumenti di analisi degli habitat animali con il progetto Climbio

Uno studio del Dipartimento di Scienze della Vita di Unimore ha indagato la correlazione tra avifauna tropicale e cambiamenti climatici. I dati raccolti rappresentano uno strumento essenziale per studi futuri volti a valutare le conseguenze della frammentazione degli habitat

Un risultato importante quello raggiunto da CLIMBIO (Climate & Biodiversity), promosso dal Dipartimento di Scienze della Vita (DSV) e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, nel corso di alcune spedizioni scientifiche ha consentito di effettuare uno studio sull’avifauna presente nella Riserva Karen Mogensen, da cui si sono tratte interessanti osservazioni indicatrici dei cambiamenti climatici che hanno interessato quell’area. Si tratta di un'area protetta è situata in una regione del nord-ovest della Costa Rica, caratterizzata da alcuni tra gli ecosistemi forestali più minacciati dell’America Centrale, ma poco studiata sotto il profilo faunistico.

La Riserva è nata grazie a un partenariato tra l'Asociación Ecológica Paquera, Lepanto y Cóbano (ASEPALECO), un’associazione costaricense, e l’associazione modenese Foreste per Sempre, che hanno entrambe collaborato nello svolgimento del progetto Climbio, insieme al DIEF- Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di Unimore, che sta curando la parte meteoclimatica. Lo studio si è tradotto in una prima pubblicazione, effettuata sulla rivista scientifica ZooKeys, in cui viene evidenziata l’elevata ricchezza dell’area, con oltre 200 specie di uccelli, più della metà dei quali nidificanti.

Alcune di queste specie – spiega la prof.ssa Aurora Pederzoli di Unimore, responsabile del Progetto Climbio - sono minacciate a livello globale; altre sono state osservate per la prima volta in questa regione della Costa Rica; altre ancora sono endemiche o presentano popolazioni isolate rispetto a quelle principali. I risultati conseguiti sottolineano l’importanza della Riserva per la conservazione della fauna all’interno di un contesto ambientale vulnerabile e spronano la continuazione di indagini faunistiche, eventualmente includenti analisi molecolari, e il miglioramento di misure di conservazione locali”.

La ricerca ha evidenziato che un elevato numero di specie nidificanti raggiunge il limite meridionale del proprio areale nell’area della Riserva e, pertanto, risulta fortemente esposta alle alterazioni ambientali globali come il cambiamento climatico. Lo studio del DSV di Unimore ha portato alla caratterizzazione ecologica dell’avifauna residente nell’area, rilevando che il 65% delle specie è strettamente associato ad ambienti di foresta, e particolarmente al sottobosco e al livello arboreo intermedio, quindi più vulnerabili nei confronti dei cambiamenti ambientali e potenzialmente suscettibili di estinzioni locali.

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La dovizia die dati raccolti rappresenta uno strumento essenziale per studi futuri volti a valutare le conseguenze della frammentazione degli habitat e a monitorare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’avifauna. Più in generale, questo studio è un importante base per la creazione di programmi che integrino monitoraggi faunistici, ricerca in campo ecologico, iniziative di conservazione e il coinvolgimento delle comunità locali, mediante la promozione di educazione ambientale, capacity-building e generazione di reddito.

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