Rifiuti, Lugli (Prc): "Ampliamento inceneritore è frutto avvelenato delle privatizzazioni"

Il segretario provinciale di Rifondazione: "Un inceneritore troppo grande è molto comodo per fare utili, bruciando rifiuti speciali che possono legalmente provenire anche da fuori provincia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

I Sindaci di Modena e dei Comuni limitrofi hanno accettato il potenziamento dell’inceneritore: questa operazione però non serve per smaltire i rifiuti dei cittadini, non risponde ai loro bisogni. E visto che oggi si cerca di incrementare sempre più la raccolta differenziata, in futuro servirà ancora meno. Un inceneritore troppo grande però è molto comodo per fare utili, bruciando i rifiuti speciali, che tra l’altro possono legalmente provenire anche da fuori provincia. Per questo HERA non vuole nessun tetto alla quantità di rifiuti speciali da incenerire: perché qui è il suo guadagno, soprattutto se i rifiuti dei modenesi diminuiranno.

GESTORE - I cittadini di Modena di questo guadagno procurato a scapito dell’ambiente e della loro salute ne farebbero volentieri a meno, ma c’è di mezzo Hera, che non è più l’azienda dei cittadini, ma una s.p.a., un azienda cioè privatizzata che non risponde ai cittadini ma ai suoi azionisti. E gli interessi degli azionisti non sono gli stessi dei cittadini modenesi. I cittadini vogliono che i rifiuti siano bruciati il meno possibile, la s.p.a più rifiuti brucia più guadagna: il problema è tutto qui.

UTILI - Ovviamente non si può chiedere ai rappresentanti degli azionisti di rinunciare a possibili guadagni. I cittadini dovrebbero invece essere tutelati dai loro rappresentanti istituzionali, in questo caso Provincia e Sindaci. Il Comune di Modena ha già dimostrato di essere ormai solo il fedele esecutore degli ordini di HERA (non dovrebbe essere il contrario?). Gli altri più che convinti appaiono intimoriti.

POTENZIAMENTO - In conferenza dei servizi, con l’escamotage della soglia del 28% di rifiuti speciali da incenerire rispetto alle 240mila ton. autorizzate (ovvero 67.200 ton. di speciali), è superata anche la soglia fissata con il precedente piano dei rifiuti delle 30.000 ton./anno per gli speciali. Del resto con il mantenimento di questo tetto il potenziamento della terza linea era assolutamente inutile.

CRITICHE - Rifondazione presentò nel giugno scorso, assieme a IdV, SEL, Verdi e PdCI, osservazioni al Piano Provinciale dei Rifiuti per una diversa impostazione del piano che metteva al centro la raccolta differenziata e la soglia delle 30mila ton di rifiuti speciali da incenerire. Ora, con il rilascio di un’autorizzazione che è una implicita bocciatura delle osservazioni avanzate, proponiamo alla Sinistra modenese, di avviare un confronto politico sul governo delle ex municipalizzate al fine di invertire la catena decisionale, che oggi vede gli azionisti Hera decidere le politiche sui rifiuti ed i Comuni eseguire. È questo il nodo da sciogliere affinché le istituzioni siano pienamente autonome nelle politiche sui rifiuti.  Come ha dimostrato lo schiacciante risultato del referendum sull’acqua, i cittadini pretendono che non ci sia alcun lucro sulla gestione dei beni comuni, e anche in questa materia siamo convinti che la stragrande maggioranza dei modenesi pretenda dai Comuni politiche ben diverse da incenerimento funzionale solo agli interessi degli azionisti.

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