Cancro alla prostata, Modena sperimenta tecnologie all'avanguardia

Innovativo sistema per la biopsia prostatica, tra i pochi attivi in Italia. L’attrezzatura è stata acquisita grazie a una donazione della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Un nuovo sistema di biopsia transperineale è stato donato all’Urologia del Policlinico, diretta dal prof. Giampaolo Bianchi, dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Si tratta del sistema BiopSee® che permette di eseguire biopsie prostatiche transperineali guidate da imaging multimodale unendo così all’efficienza delle immagini ecografiche real-time, l’efficacia delle immagini di Risonanza Magnetica Nucleare allo scopo di guidare la mano dell’urologo in biopsie di precisione mirate alle lesioni sospette. La donazione è stata di 109.800 euro, ripartita in parti uguali tra i due enti.
 
L’Urologia del Policlinico ha studiato un campione di pazienti già sottoposti a prelievi multipli bioptici, diagnosticando una neoplasia in 14 casi su 20. Il dato è in linea con l’ancora limitata letteratura e dimostra come il nuovo sistema offra la possibilità di identificare la neoplasia in circa il 70% dei pazienti con lesioni sospette alla Risonanza Magnetica, un dato di gran lunga superiore a quello della metodica tradizionale.
 
Il software permette, inoltre, di pianificare la posizione dei prelievi bioptici nelle aree sospette prima dell’esecuzione della procedura, creando una sorta di “mappatura” tridimensionale dei prelievi. Il prelievo dei frustoli, frammenti di materia, nei punti così pianificati viene poi guidato dal software, che fornisce il punto esatto d’ingresso nel perineo e la profondità da raggiungere; crea, infine, un report automatico corredato di immagini sull’avvenuto esame bioptico che permette la riproducibilità del prelievo, caratteristica fondamentale in pazienti sottoposti a una sorveglianza attiva in quanto permette un miglior monitoraggio delle lesioni a basso rischio.
 
“Dobbiamo ringraziare la generosità di due importanti istituzioni del nostro territorio – commenta il dottor Anselmo Campagna, Direttore Sanitario del Policlinico – che ci ha permesso di acquisire uno strumento fondamentale in un campo, quello della lotta alla neoplasia della prostata, in cui il Policlinico è punto di riferimento a livello regionale e sul quale questa Direzione ha puntato con forza con la recente istituzione del Percorso Unitario di Trattamento Oncologico (PUNTO) Prostata che unisce le competenze di Urologi, Oncologi e Radioterapisti con lo scopo di seguire ed indirizzare nel follow-up il paziente nel miglior percorso disponibile, sulla base dello stadio della malattia”
  
Il carcinoma della prostata in Provincia di Modena
Il carcinoma prostatico in Italia ed in molti Paesi occidentali, rappresenta il tumore più frequente nel sesso maschile (20% di tutti i tumori diagnosticati) a partire dai 50 anni di età. Pur trovandosi al primo posto per incidenza e nonostante una continua tendenza all’aumento di nuove diagnosi dagli anni 2000, la mortalità cancro specifica, in considerazione della diversa aggressività delle differenti forme tumorali, occupa il terzo posto nella scala della mortalità, con trend in calo da oltre un ventennio.
 
Dal 2007, al Policlinico, sono stati sottoposti ambulatorialmente a indagine prostatica oltre 2.500 pazienti per complessivi oltre 25.000 prelievi, considerando che in genere ogni esame prevede almeno 12 biopsie. Si tratta di oltre 200 pazienti all’anno. Per quanto riguarda la terapia nella maggioranza dei pazienti viene eseguita, come tecnica di prima scelta, la Prostatectomia Radicale Laparoscopica Robot-Assistita (RALP), che dal 2007 ci ha permesso di eseguire oltre 432 interventi per carcinoma della prostata. Oltre ad una minor comorbilità e tempi di degenza più brevi (3 giorni), tale metodica garantisce innumerevoli vantaggi in termini di continenza urinaria e mantenimento della funzionalità erettile, le due complicanze più temute dal paziente operato per tumore prostatico. A distanza di un anno, infatti, nella nostra esperienza oltre il 94% dei pazienti risulta continente e oltre l’85% dei pazienti sotto i 60 anni mantiene una buona funzionalità erettile a distanza di 12 mesi dall’intervento. Nei pazienti con malattia avanzata o con importanti comorbilità la clinica Urologica del Policlinico di Modena, riserva la tradizionale tecnica retro-pubica e, in casi selezionati come nei pazienti con trapianto di rene, la tecnica transperineale. I nuovi farmaci anti-neoplastici e l’introduzione della TomoTherapy coadiuvano il trattamento della patologia neoplastica prostatica nei casi di tumore avanzato o di ripresa biochimica di malattia post-intervento.

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