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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca Campus Universitario

Unimore, pubblicata ricerca del dott. Paolo Spagnolo su Lancet Respiratory Medicine

Importante messa a punto sui nuovi farmaci per le malattie rare del polmone pubblicata dal ricercatore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia dott. Paolo Spagnolo sulla prestigiosa rivista Lancet Respiratory Medicine, che sottolinea l’importanza delle malattie rare e sottolinea i fondamentali recenti avanzamenti in particolare nella terapia delle Malattie Rare Polmonari

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Lo studio di un ricercatore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, il dott. Paolo Spagnolo, cattura l’interesse di una delle prestigiose riviste scientifiche internazionali. L’ultimo numero di Lancet Respiratory Medicine pubblica, infatti, il lavoro condotto da questo ricercatore operante presso il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulle Malattie Rare del Polmone di Modena, coordinato dal prof. Luca Richeldi, che ha focalizzato l’efficacia dei nuovi farmaci a disposizione per la cura delle malattie rare del polmone.

In Europa, viene definita rara una malattia che colpisce una persona ogni 2.000 individui. Tuttavia, poiché si calcola che esistano circa 6.000-7.000 malattie rare e che il loro numero sia in costante aumento esse rappresentano un importante e crescente problema sanitario. Per la maggior parte delle malattie rare ad oggi non è disponibile una cura efficace. Tuttavia, negli ultimi 10 anni sono stati ottenuti progressi sostanziali e per alcune patologie esistono oggi terapie in grado di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti. Le malattie rare sono spesso croniche e debilitanti e costituiscono un problema, sanitario e sociale, proprio in virtù della loro rarità. Le conoscenze medico-scientifiche in questo campo sono scarse e spesso inadeguate, se non in ambiente altamente specialistico, e i pazienti si sentono in qualche modo abbandonati. Da qui il termine di malattie orfane. Infatti, le persone affette da queste malattie incontrano spesso notevoli difficoltà nel raggiungere la diagnosi, nell’ottenere informazioni precise e nell’essere orientati verso professionisti competenti. Sono ugualmente problematici l’accesso alle cure, la presa in carico,sociale e medica della malattia, il coordinamento tra le cure ospedaliere e le cure di base, l’autonomia e l’inserimento sociale.

In particolare, nell’ambito delle malattie rare del polmone, i progressi più significativi hanno riguardato la fibrosi polmonare idiopatica, per la quale è oggi disponibile anche in Italia, dopo l’approvazione giunta dall’Europa, del primo farmaco in grado di rallentare l’inesorabile progressione della malattia e alla cui sperimentazione ha partecipato anche il Centro per le Malattie Rare del Polmone di Modena. Altri progressi sono stati compiuti riguardo all’ipertensione arteriosa polmonare, che fino a pochi anni fa era una patologia incurabile oltre che inguaribile, e alla linfangioleiomiomatosi, una rarissima patologia che colpisce esclusivamente soggetti giovani di sesso femminile e per la quale esiste finalmente un farmaco in grado di migliorare i sintomi respiratori e la qualità di vita dei pazienti.

"È un privilegio per i professori universitari più anziani – afferma il prof. Leonardo Fabbri dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia - leggere articoli così importanti scritti da allievi della propria Scuola. Il dottor Paolo Spagnolo, che si è unito al nostro gruppo da meno di 3 anni proveniente dall’Imperial College di Londra dove aveva lavorato per oltre 10 anni, ha continuato a Modena la sua produttiva ed originale attività clinica e di ricerca sotto la preziosa guida del prof. Luca Richeldi, lavorando in particolare nell’ambito del Centro per le Malattie Rare del Polmone – MaRP. Con il trasferimento del prof. Richeldi all’Università di Southampton, non ho dubbi che il Centro MaRP potrà continuare ad operare ai livelli di eccellenza attuali ed ulteriormente svilupparsi con i fondamentali contributi degli allievi di Richeldi in questo campo, i dottori Spagnolo, Cerri e, soprattutto, il dott. Fabrizio Luppi che proporrò alla Direzione del Centro”.

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