Ad Ago al via la Digital Humanities: ricerca internazionale sull'umanesimo digitale

Il Centro DHMoRe punta a diventare riferimento nazionale e internazionale  dell’umanesimo digitale. Il progetto si avvale di un generoso atto di donazione

Ago Modena Fabbriche culturali si arricchisce, all’interno dell’ex ospedale Sant’Agostino, di una nuova importante presenza: il Centro interdipartimentale di ricerca sulle Digital Humanities dell’Università di Modena e Reggio Emilia (DHMoRe), che punta a diventare riferimento nazionale e internazionale nell’ambito dell’umanesimo digitale. Il Centro, diretto dalla prof.ssa Elena Fumagalli, è promosso dal Dipartimento di studi linguistici e culturali e dal Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, e ad esso aderiscono i Dipartimenti di Giurisprudenza e di Comunicazione ed Economia.

LA VIDEO INTERVISTA SUL PROGETTO

Tra gli obiettivi del Centro: incrementare e coordinare studi e ricerche interdisciplinari nel campo delle Digital Humanities; proporsi come interlocutore di enti pubblici e privati ed enti di ricerca per la realizzazione di progetti a livello nazionale e internazionale sulla digitalizzazione del patrimonio culturale; favorire l’attivazione di impresa culturale e creativa; dialogare con i dottorati di ricerca di Unimore che affrontano temi in linea con gli interessi del Centro.

Futuri progetti del Centro interdipartimentale potranno avvalersi anche dell’esperienza maturata attraverso tre assegni di ricerca in Digital Humanities attivati dal Dipartimento di studi linguistici e culturali su mandato di Gallerie Estensi e sostenuti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, incentrati su specifici fondi documentari della Biblioteca Estense. Il Centro, aperto all’apporto e all’adesione di altri docenti dell’Università, è un importante soggetto che andrà a completare il quadro dei programmi di collaborazione nell'ambito delle Digital Humanities con il Comune di Modena e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

I progetti del Centro Interdipartimentale DHMoRe potranno beneficiare del lascito di una cittadina modenese, la signora Iride Cenzina Zanasi Mion, vedova Mion, scomparsa nel 2017. La famiglia della signora Zanasi Mion, in sua memoria, ha disposto di devolvere la somma di un milione di euro a favore del Centro Interdipartimentale di ricerca sulle Digital Humanities, tramite affidamento fiduciario alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Con questo gesto, i donatori hanno espresso “la propria gratitudine per una città che alla Signora Zanasi Mion ha dato molto e alla quale ella ha desiderato così restituire quanto ricevuto, con un’attenzione speciale ai giovani e alla cultura, vera chiave di sviluppo per il futuro”.

Insieme al Centro Interdipartimentale, in un rinnovato spazio di coworking al secondo piano delle cosiddette tenaglie dell’ex ospedale Sant’Agostino, trova sede anche Extense, l’ATI che si è aggiudicata il bando della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena per la riproduzione, la catalogazione, l’archiviazione digitale e la messa in rete di una parte importante delle collezioni storiche della Biblioteca Estense. Gli uffici di coworking presso AGO sono aperti a giovani, imprese culturali creative e start up che vogliono dedicarsi alle Digital Humanities, contribuendo a rendere Modena un punto di riferimento nel panorama nazionale e internazionale.

Con la costituzione e l’insediamento del DHMoRe prosegue celermente l’attuazione del protocollo firmato il 18 ottobre scorso fra Comune di Modena, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – Dipartimento di Studi linguistici e culturali, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Gallerie Estensi “Le Digital Humanities per lo studio e la diffusione del patrimonio culturale modenese” in collaborazione con Arcidiocesi di Modena-Nonantola, Archivio di Stato di Modena, Fondazione Modena Arti Visive.

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