UniMoRe prepara i futuri medici a praticare la prevenzione dei tumori

Per il Direttore della Struttura Oncologica modenese sono troppi gli italiani che ignorano le regole fondamentali per evitare i tumori. "Vogliamo formare gli studenti delle scuole di specializzazione perché la cura sia la prevenzione"

Un grande onore per l'Università di Modena quello di ospitare la quarta tappa di Prevenzione e Stili di Vita Sani nelle Università, un progetto promosso dalla Fondazione Insieme contro il Cancro. Si tratta di un tour in dieci Atenei italiani per insegnare ai futuri camici bianchi la medicina dei sani e la prevenzione primaria, secondaria e terziaria dei tumori. Sono stati infatti centinaia gli studenti di tutte le facoltà potranno assistere ad una speciale lezione di salute che si sono riversati presso il Campus del Policlinico per assistere a questo importante appuntamento, dove si è fatta ben sentire la voce del Direttore Struttura Complessa di Oncologia del Policlinico, prof. Stefano Cascinu, che ha sostenuto: "Troppi italiani ignorano le regole fondamentali per evitare i tumori. Vogliamo formare gli studenti delle scuole di specializzazione perché entri nel loro DNA la necessità di intervenire sulle persone in salute”.

Ha infatti sottolineo il prof. Cascinu: "Infatti un adulto su tre è completamente sedentario, il 22% fuma regolarmente, il 36% è in sovrappeso e il 15% beve troppo alcol. Con questa nuova campagna vogliamo sviluppare un percorso di formazione nell’Istituzione deputata a questo ruolo: l’Università. Oggi infatti agli studenti di medicina non sempre vengono forniti gli strumenti necessari per comprendere l’impatto di uno stile di vita sano sul benessere della persona”. L’intero progetto gode del patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. In ogni tappa sono organizzati eventi formativi, lezioni frontali e distribuite agli studenti dispense con una selezione di pubblicazioni scientifiche tratte dalle più importanti e prestigiose riviste mediche. Secondo le ultime stime, nel 2016 nel nostro Paese sono stati diagnosticati complessivamente più di 365.000 nuovi casi di tumore. Ogni giorno circa quindi 1.000 persone ricevono una diagnosi di tumore.

Grazie alla ricerca scientifica, dalla fine degli anni Settanta ad oggi è raddoppiata la percentuale di pazienti che riescono a sconfiggere il cancro - aggiunge il prof. Francesco Cognetti Presidente della Fondazione Insieme contro il Cancro -. Tuttavia l’aumento dell’età media porterà a un sempre maggior numero di nuovi casi, soprattutto in un Paese particolarmente anziano come l’Italia. La prevenzione è quindi un’arma imprescindibile e fondamentale. Dobbiamo incentivarla il più possibile, sia nella popolazione che tra il personale medico. Con questo tour diverse centinaia di futuri camici bianchi avranno l’opportunità di seguire lezioni svolte da oncologi di fama internazionale”. La lotta contro le neoplasie passa anche dall’adesione ai programmi di screening, fondamentali per una diagnosi precoce della malattia.

Gli ultimi dati evidenziano alcuni miglioramenti - commenta il prof. Cascinu -. Nel 2015, rispetto all’anno precedente, il numero di italiani invitati a sottoporsi a mammografia, ricerca sangue occulto nelle feci e pap test è cresciuto di un milione. 300mila esami in più sono stati invece realmente svolti dai cittadini. Restano tuttavia profonde differenze tra i risultati registrati nelle regioni del Centro Nord e quelle del Sud. Solo il 23% dei calabresi svolge il test del sangue occulto nelle feci mentre nella provincia di Trento viene eseguito dal 73% degli abitanti. Da ultimo, non va dimenticata la prevenzione terziaria. E’ infatti dimostrato scientificamente che condurre stili di vita sani evita nei pazienti oncologici la ricomparsa della malattia. Dobbiamo preparare i giovani medici anche su questo aspetto”.

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